28 Maggio 2018  10:31

Alla scoperta del lifestyle

Silvia Balduzzi
Alla scoperta del lifestyle

Credit PH. giuli&giordi

La case history del concept store Ila Malù di Brescia. Ce ne parlano le tre titolari Lucia Troncatti, Ilaria Ponti e Martina Pirotta

Come nasce il progetto Ila Malù?

«L’idea da subito è stata quella di creare un concept store, uno spazio in cui il cliente potesse vivere l’esplorazione e la scoperta del nostro approccio e della nostra filosofia, comunicati grazie al mix di categorie merceologiche selezionate e proposte, tra cui quella legata al mondo del bambino, alle ambientazioni, alle scenografie, agli allestimenti, alle luci, ai colori e ai profumi. Il nostro obiettivo è quello di offrire uno stile preciso, un contenitore del lifestyle contemporaneo che permetta alle persone che frequentano Ila Malù di riconoscersi in esso e creare una sorta di community che ricerca la bellezza in tutti gli ambiti della propria vita. Arriviamo tutte e tre da studi inerenti al design d’interni al Politecnico di Milano e questo ci ha permesso di portare molto delle nostre esperienze nella progettazione di Ila Malù. Nulla, all’interno dello store, è lasciato al caso: tutto, infatti, ci rappresenta ed è studiato nel minimo dettaglio, grazie a un’attività costante di ricerca in fiere di settore e attraverso il web».

Quando è stato inaugurato a Brescia il concept store?

«Abbiamo aperto i battenti nel 2012, sempre in via Cavour, una zona commerciale, adiacente al centro storico di Brescia, in uno spazio più piccoli rispetto ad oggi. Siamo cresciute in fretta e già nel 2015 ci siamo trasferite nel locale, in cui siamo situate oggi, che si estende su una superficie di esposizione e vendita di 200 metri quadrati. Ma siamo sicure che non ci fermeremo qui perché la nostra idea è di crescere e vorremmo anche ampliare il comparto Abbigliamento, ma per farlo è necessario trovare uno spazio più grande, sempre a Brescia, in grado di ospitare in modo ottimale Ila Malù».

Com’è organizzato il mondo del bambino all’interno di Ila Malù?

«Abbiamo iniziato con pochi prodotti, per poi ampliare il nostro assortimento per il mondo Kids. Si compone di diverse merceologie, tra cui Tessile, Pappa, Gioco, Complementi d’Arredo per la Cameretta, Accessori e Abbigliamento e Party. Sono molte le aziende con cui collaboriamo, nei diversi comparti, tra cui Meri Meri, Collegien, Nobodinotz, Bloomingville e Ferm Living, tutti brand in grado di fare la differenza e comunicare un senso di appartenenza e di riconoscibilità dello stile lifestyle di Ila Malù. Abbiamo, inoltre, un servizio di progettazione, grazie alla nostre competenze, di Camerette personalizzate per le famiglie che desiderano fare proprio a 360 gradi, anche nelle proprie abitazioni, la nostra filosofia».

Il punto vendita è anche online?

«Certamente. Lavoriamo con ottimi risultati anche tramite l’e-commerce, a cui abbiamo dedicato un team di professionisti, che segue e aggiorna costantemente il nostro spazio virtuale. Nel corso dell’ultimo, in particolare, stiamo spingendo molto il nostro shop online e siamo molto soddisfatti degli obiettivi che abbiamo raggiunto».

Come promuovete lo store?

«Molto importante è sicuramente il passaparola, generato grazie anche alla comunicazione che facciamo attraverso i social network. Oggi più che mai, è fondamentale saper utilizzare i social media per creare engagement. Con la giusta strategia social, infatti, è possibile valorizzare il proprio brand, rafforzare la reputazione online e conversare con i clienti, sia effettivi sia potenziali. Utilizziamo le nostre pagine per promuovere la nostra filosofia di vita e l’immagine di Ila Malù, puntando a instaurare con i nostri clienti relazioni basate su fattori, quali condivisione di conoscenza, di prodotto e di comunità».

Avete in cantiere anche l’organizzazione di workshop dedicati al mondo dei bambini?

«È un progetto in fase di sviluppo, ma che già fa parte sicuramente del nostro dna. Ila Malù, infatti, prima di essere un concept store, nasce come società di organizzazione eventi, attività che continuiamo ad affiancare con successo a quella della vendita fisica e online. Lo scorso anno abbiamo già organizzato con soddisfazione un laboratorio di cucina per bambini e i risultati ci hanno fatto capire che quella è la direzione da seguire. Quando riusciremo a trasferirci in uno spazio più ampio, programmeremo sicuramente un ricco calendario di iniziative ed eventi in-store».

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